Una tecnica sperimentale
Farlo nascere cantando

PARTORIRE CANTANDO

Un metodo per soffrire meno durante il travaglio:
utilizzare il potere della voce sin dalle prime doglie

Partorire cantando. Non è un sogno, ma una tecnica sperimentale di parto dolce, applicata la prima volta con successo presso l'ospedale di Mantova. E' stato scoperto, infatti, che il canto è una forma straordinaria di autoanalgesia: cantando il corpo libera endorfine (sostanze che svolgono un effetto calmante sull'organismo), attutendo così la sofferenza psicofisica.

Un approccio scientifico a un'abitudine, quella di cantare durante il travaglio, che appartiene da sempre a culture lontane, come quella indiana e marocchina. Va ricordato che il canto è anche una forma di comunicazione con il feto. Serve a infondere a se stesse e al proprio bambino la certezza che tutto va per il meglio, riducendo tensione e stress. Ma come può il canto far diminuire i dolori del parto? Vediamo.

ecco come funziona

* Durante il travaglio viene istintivo gridare e gemere, si tratta di una naturale valvola di sfogo per manifestare la propria sofferenza.
Cantare, invece, è sia un mezzo per esprimere la propria tensione interna, sia per aiutare e mantenere ritmica e profonda la respirazione.

* Il canto agisce direttamente sul diaframma e cioè sulla struttura muscolare che divide lo stomaco dal torace e dai polmoni, e che contraendosi influisce sulla qualità della respirazione. Cantare fa aumentare la capacità respiratoria, liberando il muscolo del diaframma da tensioni e contrazioni. In questo modo, si induce il corpo a uno stato di maggiore rilassamento.

* Cantare serve a mantenere salda la concentrazione della partoriente su ciò che sta accadendo, a non farsi prendere dal panico, quindi a mantenere l'attenzione sulle indicazioni preziose che arrivano dal corpo, per facilitare la nascita del bambino.

 

così si svolge l' incontro

* In otto incontri con una musicoterapeuta, distribuiti negli ultimi due-tre mesi di gestazione, viene insegnato alle future mamme prima di tutto a rilassarsi, con l'ausilio di musica mirata, e poi a cantare, in modo da poter dirigere la propria respirazione al meglio durante il parto, e limitare così il dolore delle contrazioni.

l'ascolto
* E' importante la scelta del genere musicale da ascoltare: meglio preferire la musica classica (per esempio "I concerti brandeburghesi" di Bach o "Le quattro stagioni" di Vivaldi) e i brani di musica new age. Questi, ispirandosi ai suoni presenti in natura, sono molto melodici e caratterizzati da un ritmo rilassante, calmo.

il canto
* Partorire con il canto non significa certo che le mamme vengano invitate a sgolarsi con "Volare": sono invece spinte a trovare dentro di sè la loro melodia personale, che può essere una progressione molto semplice di note, addirittura un suono solo, con cui esprimere la propria creatività, e con cui raggiungere uno stato di relax.

 

riaffiorano i ricordi

* Lo stato di rilassamento viene inizialmente indotto con l'ascolto della musica, prima di passare al canto.
* Ma la musica ha un forte potere evocativo. Questo significa che è in grado di portare alla luce timori inerenti la gravidanza, il parto, la salute del bambino, ma anche immagini e sensazioni che, invece di aiutare la futura mamma a rilassarsi, potrebbero anche spaventarla, conducendola verso uno stato di tensione, uno stress maggiore.

* E' fondamentale, in questo percorso, il sostegno di un musicoterapeuta, che possa fornire spigazioni di ogni immagine che affiora dall'inconscio durante il rilassamento, rendendo così possibile alla mamma la comprensione del proprio stato interiore: solo la consapevolezza delle proprie paure rende possibile il loro dissolvimento.

riduce il dolore

verso il relax
* La musica, se ascoltata in uno stato di rilassamento, evoca non solo sensazioni, ma anche immagini. Durante i seminari sperimentali tenuti all'ospedale di Mantova, si è notato come istintivamente le donne trovino "la loro immagine": la musica suggerisce loro il ricordo di un paesaggio, una scena naturale, spesso legata all'acqua (la riva del mare, lo scorrere di un ruscello, la superficie di un laghetto), che si fissa nella mente, e accompagna da quel momento il loro personale percorso verso il rilassamento. Questa immagine diventa simbolo di uno stato di tranquillità psicofisica, e viene richiamata alla mente dalle partorienti durante il travaglio, nel momento in cui si lasciano andare al canto.

l'equilibrio della mente
* Il dolore delle contrazioni viene limitato non solo dall'effetto benefico del canto, ma anche dalla visualizzazione di un'immagine positiva, che permette alla mente di ritrovare la concentrazione e l'equilibrio, messo a dura prova dall'intensità della sofferenza fisica del parto.

per comunicare con il bimbo

durante l'attesa
A partire dal quinto mese, il bimbo percepisce i suoni: riconosce il battito cardiaco della mamma e il ritmo della sua respirazione. Infatti, nel parto dolce, il neonato viene appoggiato sul seno della mamma, perchè possa scoltare il suo battito cardiaco e sentirsi nuovamente al sicuro.

dopo la nascita
Il canto materno diventerà un ulteriore suono di riconoscimento e di contatto, anche dopo il parto: basterà che la mamma accenni la sua "canzone" per contribuire a ricordare immediatamente al bambino la calma dello stato perinatale, cioè di quando si trivava nel pancione.

Dizionario

In breve

* Diaframma
Muscolo membranoso che divide la cavità toracica da quella addominale. Costituisce il principale muscolo della respirazione.
* Endorfine
Sostanze secrete dall'ipotalamo (parte dell'encefalo) e dall'ipofisi (ghiandola situata alla base del cervello) che hanno il potere di attenuare il dolore e di svolgere sull'organismo un effetto calmante.
* New age
Movimento culturale che rivaluta l'uomo nel suo complesso: dà spazio alla medicina olistica che considera l'organismo nella sua globalità.

* Cantare durante il parto riduce il dolore delle contrazioni: migliora la respirazione, libera endorfine, suggerisce una migliore postura del corpo.

* E' necessario, però, seguire un apposito seminario di due o tre mesi prima del parto: il fai-da-te potrebbe portare a commettere errori nell'impostazione della respirazione, vanificando ogni effetto positivo.

Notizie sul corso

La durata

Il corso comprende 12 lezioni da due ore ciascuna ed è aperto a 10-15 mamme per volta. Quattro lezioni sono teoriche e sono tenute da uno psicologo, da un ginecologo e da un pediatra; le altre otto sono teorico-pratiche e sono guidate dall'ostetrica musicoterapeuta. Non esistono controindicazioni.

Lo svolgimento

L'incontro inizia con una discussione, in cui si risponde ai quesiti delle donne. Poi ci si dedica a correggere eventuali errori di postura, si fanno esercizi per mantenere il tono muscolare e ci si concentra sulla respirazione. Il passo successivo è il rilassamento psicofisico. Quando le tensioni sono state abbandonate si mima il travaglio, usando il canto per mantenere la respirazione profonda e i muscoli perineali rilasciati.

Il costo

il costo complessivo è di Lire 256.000 o 76.000 con il ticket sanitario.

A chi rivolgersi

* I primi esperimenti sul canto durante il travaglio sono stati fatti presso l'Opsedale Carlo Poma di Mantova, ma recentemente all'uso del canto per limitare i dolori del parto si sono aperti anche l'Ospedale di Pisa e l'ASL di Livorno, così come alcuni corsi sono stati organizzati in strutture private a Firenze.

* Per conoscere date e luoghi dei seminari ci si può rivolgere all'Ass. Naz. Educazione Prenatale - ANEP, che riunisce ostetrici, ginecologi, musicoterapeuti, che ha sedi in tutto il paese.



Anna Talò

 

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